Superbowl II


Giove FROGS Gallarate

 


Manin RHINOS
Milano

Sabato 3 Luglio 1982
Stadio Tonino Benelli, Pesaro

1st2nd3rd4thFinal
Giove FROGS Gallarate00000
Manin RHINOS Milano083011

Tabellino
6-0 2nd Rhi td Benezzoli Lino (n.17)
8-0 2nd Rhi pat Gerosa Gianluca (n.82), action
11-0 3rd Rhi fg Zoncati Pietro (n.52)

Nel secondo Superbowl ancora di fronte Rhinos e Frogs per un nuovo scontro, questa volta a Pesaro. Ricordo la notte prima della partita, con Gigione, Chicco, Carlo, Claudio, Bebo ed io, passata a parlare dei sack di Chicco, i placcaggi di Carlo e delle corse mie e di Claudio. Finalmente arriva il momento della partenza. Sul pullman un clima totalmente diverso dall’anno prima; ci stancammo di più per aver dovuto spingere il pullman (anch’esso come noi in condizioni pietose) in salita fino all’albergo. Alle 17.30 circa incontrammo i Frogs: loro con un pullman nuovo e confortevole, nelle loro eleganti divise sponsorizzate Armani, noi che sembravamo l’armata Brancaleone. Atmosfera sentita e tesa negli spogliatoi, accompagnata dalla musica dei Kool and the Gang. Finalmente il fischio liberatorio d’inizio partita, ottomila gli spettatori presenti, atmosfera infuocata, grandi stringhe, soprattutto da parte di Cornelius, l’americano in forza alla nostra squadra, eletto alla fine dell’incontro mvp. Cornelius era giocatore dotato di una buona velocità, ma soprattutto era un ottimo colpitore (chiedere per conferma ad un certo Scopel). Dire altro di lui non è facile perché i giocatori americani non partecipavano alla vira della squadra. Oltre a lui era stato eletto mvp un giocatore dell’attacco (sempre Rhinos): Giorgio Mencarelli, che però non fu riportato nell’albo del Superbowl. La partita finì 11 a 0 con meta di Benezzoli trasformata ed un fg di Zoncati. Anche il secondo Superbowl era nostro. Le squadre si ritrovarono nello stesso ristorante con stati d’animo differenti, ma alla fine lo spirito goliardico di Zoncati riuscì a coinvolgere nella festa anche i Frogs. (Antonio Nori)

A Pesaro, dal punto di vista organizzativo, sembrava, rispetto all’anno prima, di essere atterrati su di un altro pianeta . Non una cosa fuori posto, non un problema, non una difficoltà. Gli Angels Pesaro, organizzatori di quella seconda edizione, avevano veramente fatto le cose per bene. Unico neo: lo spettacolo di canti e balli tra il primo e secondo tempo. Coreograficamente perfetto, ma eccessivamente lungo. Più passavano i minuti e più aumentava il nervosismo. Poco male comunque. Lo spettacolo di pubblico che ci accolse bastava ed avanzava a dare la carica a qualunque squadra. Sino ad allora non avevamo mai visto tanta gente ad una partita di football americano. Furono ancora i Frogs i nostri avversari in finale. Ma questa volta, in confidenza, un po’ li temevamo. Loro venivano da un’ottima “regular season”, l’edizione numero due del campionato fu la prima a prevedere i gironi di qualificazione ed i playoff: noi per la prima volta avevamo subito una sconfitta, contro i Grizzlies Roma, ed arrivavamo da una durissima semifinale con i “cugini” Rams decisasi solo all’ultimo quarto. Prima della “supersfida” si mormorava di principeschi premi partita per i Frogs in caso di vittoria. Rovinammo loro comunque la festa. A trionfare fu la difesa dei Rhinos. (Pietro Zoncati)

Il Superbowl si giocò a Pesaro sotto l’egida di Maurizio Terenzi, presidente della squadra neoformata degli Angels Pesaro; quando lo vidi per la prima volta e lo sentii parlare, capì che si era presentato un nuovo tipo di protagonista nel football autoctono: tramontava la figure del padre-padrone ed affiorava quella del manager. I bustocchi si presentarono sulla costa marchigiana con i favori di molti addetti ai lavori, visto che erano reduci di una regular season piena di risultati roboanti; i Rhinos, invece, per la prima volta avevano perso in campionato ad opera dei Grizzlies Roma, ma per questo giunsero all’appuntamento decisivo caricatissimi. I Frogs (senza americani) giocarono una partita sufficiente in difesa, ma assolutamente povera in attacco, dove riuscirono a superare la metà campo solo una volta nel quarto conclusivo. Anche i Rhinos avevano il loro punto di forza in una difesa granitica e riuscirono in attacco a mantenere la concentrazione: Benezzoli e Stefano Nori segnarono gli undici punti con cui la prima metà si chiuse, e nella seconda i Rhinos si limitarono a controllare il gioco con una difesa impenetrabile che fermò il temutissimo attacco dei Frogs a sole 27 yards di total offense. (Sergio Angona)

A Pesaro, il 3 Luglio 1982, alle 21 scendevano in campo Rhinos e Frogs, per bissare il Superbowl di Santa Margherita Ligure dell’anno precedente; ineccepibile fu l’organizzazione di Maurizio Terenzi, presidente dei neonati Angels, che ebbero in quella occasione in battesimo ufficiale. Fra hamburger, hot-dog, gadgets, country rock e fuochi di artificio, la finale si svolse al cospetto di 8000 persone giunte da tutt’Italia per onorare la prima vera festa del football. E mentre sugli spalti i bagordi proseguivano, i Rhinos, in completa tenuta bianca, ed i Frogs, in giallo e blù, si davano battaglia: il verdetto finale fu a favore dei Rhinos per 11 a 0. Questa fu la dimostrazione che il football stava crescendo, a tutti i livelli, ed a conferma di ciò possiamo chiamare il crescente interesse dimostrato dalla stampa, sempre più presente a sostenere questo giovane e promettente sport. (Massimo Terracina)

Nella finalissima per il titolo, o meglio il Superbowl, la squadra di Giovanni Colombo (presidente dei Rhinos e anche dell’Aifa, l’Associazione italiana football americano) ha dovuto vedersela ancora una volta con i Gallarate Frogs, in una specie di rivincita del primo Superbowl di Santa Margherita Ligure, vinto dai Rhinos per 24 ad 8. Il secondo Superbowl veniva organizzato a Pesaro, e, aldilà del risultato che vedeva i Frogs soccombere ancora una volta per 11 a 0, va segnalato il successo di pubblico della manifestazione, seguita da ben 7.000 spettatori. (Enrico Schiavina)

Duello finale tra Manin Rhinos e Frogs Gallarate; data importante rimane quella del 3 Luglio, che vede realizzarsi a Pesaro, a cura di un solerte manager, Maurizio Terenzi, titolare dell’Eurosystem, una stupenda edizione del 2° Superbowl, con una esaltante sfida tra Rhinos e Frogs, indomabili rivali, conclusa sull’11-0, ma soprattutto coronata da un successo di pubblico ed un consenso generale che decretano l’ingresso a vele spiegate del football americano tra gli sport di maggiore richiamo. (Leonardo Barravecchia)

A Pesaro, di fronte al pubblico record di 8 mila persone, in uno stadio Benelli trasformato da un’impeccabile organizzazione in una “Little America”, si rinnova la sfida tra Rinoceronti e Rane. E quest’ultime, ancora una volta, sono costrette a chinare il capo. (Diego Costa)

Fonti: Corriere dello Sport Stadio, Sportivo, Sport USA, Super Football, Touchdown, Tutto Football, Football Americano in Italia, Warriors-bo.it

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