![]() Giove FROGS Gallarate |
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![]() Manin RHINOS |
| Sabato 4 Luglio 1981 Campo Senatore Eugenio Broccardi Santa Margherita Ligure |
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| 1st | 2nd | 3rd | 4th | Final | |
|---|---|---|---|---|---|
| Giove FROGS Gallarate | 8 | 0 | 0 | 0 | 8 |
| Manin RHINOS Milano | 0 | 12 | 6 | 6 | 24 |
| Tabellino | |||
|---|---|---|---|
| 2-0 | 1st | Fro | saf |
| 8-0 | 1st | Fro | td Mazzucchelli Giorgio (n.45), run |
| 8-6 | 2nd | Rhi | td Deltrovi C. |
| 8-12 | 2nd | Rhi | td Nori Antonio (n.32) |
| 8-18 | 3rd | Rhi | td Crovini Alberto (n.8) |
| 8-24 | 4th | Rhi | td Nori Antonio (n.32) |
Il campionato, essendo solo cinque le squadre a scendere in campo, era un classico girone all’italiana, dove la squadra prima classificata diventava automaticamente campione. In seguito, però, per aiutare la diffusione di questo sport, decisero di disputare una finale tra la prima e la seconda squadra classificata. Divertente è che sui manifesti promozionali della partita vi era scritto Superbowl di Santa Margherita e non Superbowl tra Rhinos e Frogs. Di quel pomeriggio non ricordo molto, so solo che faceva un caldo torrido e nessuna delle due squadre voleva giocare per le condizioni disastrose del campo che assomigliava ad una pietraia. Non mancarono per questo insulti ed imprecazioni contro l’organizzatore: Paolo “Big Ram” Crosti. Ma una volta indossata l’”armatura”, l’ira fu placata dalla voglia di giocare e si iniziò la partita. I Frogs, nonostante l’assenza di Gallivanone, sostituito da Emilio Garavaglia detto “’o zappatore”, andarono in vantaggio. Ma l’orgoglio e la voglia dei Rhinos riuscirono a ribaltare il risultato, grazie anche a due mie segnature, a vincere la partita e quindi il primo Superbowl. Grande gioia per la vittoria ma anche per aver sconfitto le odiate rane bustocche. I festeggiamenti si trasferirono dal campo alla discoteca “Il Covo”, dove avvenne la premiazione della squadra e la mia elezione come mvp dell’incontro. Mitica sbronza, gran casino, Lino, Peo ed io praticamente irriconoscibili. (Antonio Nori)
Il primo Superbowl fu una partita a senso unico, anche se i Frogs passarono per primi in vantaggio, la differenza tecnica fra le due squadre infatti era enorme, un vero abisso. Il risultato stesso del resto conferma di per sé che i Rhinos, forti di una maggiore esperienza e di un tabellino di… “regular season” di otto vittorie su otto, non temevano certo confronti di nessun genere contro una formazione già sconfitta per ben due volte durante il campionato che allora prevedeva la formula del girone unico. Andammo a Santa Margherita Ligure con lo spirito di quelli che vanno a trascorrere un week-end al mare, incontrare qualche amico e farsi una “mangiata”per concludere in bellezza la giornata. Purtroppo l’organizzazione di quella prima finalissima fu scandalosa: ci costrinsero infatti, noi ed i Frogs, ad un mezzo di piattino di riso e via andare. Evidentemente pensavano bastasse a sfamare una quarantina di uomini più o meno grandi e grossi reduci da una partita di football americano sotto un sole cocente (pensate un po’, allora giocammo nel primo pomeriggio del primo sabato di Luglio) in un campo tutta terra e sassi. (Pietro Zoncati)
L’idea di un episodio finale da disputare in campo neutro venne ai dirigenti dell’Aifa molto tardi, e nelle loro intenzioni doveva servire più come prova per stabilire se si poteva dall’anno seguente strutturare un girone finale di playoff, che come reale finale delle prime 2 arrivate del girone unico. S. Margherita Ligure, atto finale di una stagione di football pionieristico ed avventuroso. La partita (Rhinos – Frogs) venne giocata di pomeriggio con un caldo torrido in un campo ghiaioso. Non molto pubblico, e, vista la decisione piuttosto tardiva di iniziare la tradizione del Superbowl, le squadre furono informate pochi giorni prima, per cui si presentarono nella cittadina ligure con parecchie assenze importanti dettate dagli infortuni e dalle vacanze, in un clima di quasi totale disarmo. Comunque a svegliare l’interesse per la partita ci pensarono i Frogs, safety della loro difesa e con sei punti di Mazzucchelli, autore di una ottima sweep. I veterani dei Rhinos decisero che non era il caso di perdere e, facendo chiaro riferimento agli attributi maschili, sfoderarono una prestazione di carattere che consentì loro di aggiudicarsi la partita per 24 ad 8. (Sergio Angona)
Il campo di sabbia e sassi con le tribunette scavate nella collinetta prospiciente, non proprio gremite da un esiguo numero di addetti ai lavori e parenti vari, non rappresentavano esattamente i nostri sogni, ma la felicità di essere arrivati a tutto ciò ebbe il potere di cancellare ogni disagio. Purtroppo però, come ci si poteva aspettare, la partita fu a senso unico, poichè i Rhinos, dopo aver subito un safety ed aver assistito ad una galoppata a tutto campo di Mazzucchelli, ci travolsero per un definitivo 24 a 8. Ma la cosa che ricordo con maggior disappunto fu che, dopo la partita, si doveva andare a mangiare tutti insieme al “Covo”, dove invece della cena promessa ci fu elargito un assaggino di riso. Così ce ne tornammo a Gallarate stanchi, bastonati ed affamati. (Luigi Bravin)
Dopo un inizio favorevole ai “Frogs” che si portano in testa 8 a 0, i “Rhinos” iniziano la loro lenta e progressiva rimonta, che li vede trionfare 24 a 8, vincendo, dopo il campionato, anche il Superball e chiudendo l’annata sportiva imbattuti. (Giovanni Colombo)
Fonti: Sport USA, Super Football, Touchdown, Tutto Football,Il football americano (inizia a parlare italiano)




